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NON CI STO !!!

6 settembre 2014

Lettera alla Consulta TSRM, alla Federazione e a Quotidiano Sanità da parte del collega Mirko VETTORE in risposta alle riflessioni e osservazioni del collega Pasquale CERINO:

Ho letto su quotidiano sanità l’ultimo intervento del collega Cerino e come potete vedere dalla lettera in allegato non ho gradito. 

Perchè non si può fare di tutta un’erba un fascio e, anche se velatamente, giudicare scorretti o addirittura disonesti i pochi colleghi che si arrabattano all’interno dei consigli direttivi.

Se è vero che sono eletti da una minoranza di iscritti è altrettanto vero che la maggioranza dei TSRM non si impegna per il progresso del gruppo professionale.
Con acuta intelligenza si continua a dare addosso ai pochi che si prendono i molti oneri ed il nessun onore di rappresentare anche quella maggioranza, talvolta svogliata, assente, spesso più interessata al soldo che alla dignità professionale.

NON CI STO !!!

Invito chiunque lo voglia a venire a verificare la mia attività in collegio ed i conti che consentono di tenere una quota per iscritto inferiore a quella pagata nel 1988; un terzo della tessera del sindacato.

Dall’anno scorso Matteo, il presidente di Belluno, ed io insegniamo radioprotezione in tre sedi del corso di laurea per infermieri e spieghiamo loro che l’apparecchio in sala operatoria lo deve usare il TSRM così come deve essere presente in emodinamica; alla fine si tratta di posti di lavoro.
Purtroppo di quella maggioranza che non si vede in collegio molti non vogliono andare in sala operatoria e della apparecchiatura si appropria l’infermiere. I giovani disoccupati dovrebbero pensare che la loro situazione è determinata sì da pensionati che non intendono rimanersene a casa ma anche da colleghi che preferiscono lasciare attività proprie del TSRM agli infermieri ed agli ausiliari e anche da loro stessi.
Ho chiesto ai neo dipomati di premere su politici ed istituzioni della regione Veneto  per rendere esecutive delibere regionali già esistenti e favorire le assunzioni; nessuno di loro ha fatto qualcosa, nessuno si è fatto vivo, nemmeno con una mail.

Ora, dopo vent’anni di sforzi per non far affondare del tutto una squadra di perdenti, i TSRM, un cerino nelle mani di una piccola fiammiferaia mi illumina con una lettera su Quotidiano Sanità: avrei continuato ” ad operare liberamente senza rendere conto di come vengono spesi i soldi pubblici provenienti dalle tasse versare dai rappresentati dei collegi …..”
Ad una affermazione del genere sono io l’unico che si indigna?
Dove sono i presidenti di collegio, dov’è la Federazione? Devo pensare che stiano tutti zitti perchè ha ragione Cerino ed io sono l’unico coglione tra 25.000 iscritti?

NON CI STO !!!

Mirko 

(PER SCARICARE LA LETTERA CLICCA IL  LINK QUI SOTTO)

cerino

(Per leggere le osservazioni di Cerino clicca il link qui sotto)

http://consultatsrm.altervista.org/iscrizione-obbligatoria-quanti-professionisti-ci-sarebbero-collegi/

 

 

 

3 Risposte a “NON CI STO !!!”

  1. Se questo è un professionista.
    Gent.mo Mirko,
    dovresti indignarti per altro! Diciamo che avresti dovuto indignarti quando la classe dirigente ha sottoscritto, per compiacere verosimilmente i medici radiologici, il documento sul management (così come lo chiamano loro) dell’erogazione delle prestazioni radiologiche (documento che negli intenti ci riporta alla 1103/65); avresti dovuto indignarti quando, nell’ormai anno 2000, la nostra classe dirigente non vigilò nel recepimento della direttiva europea sulla radioprotezione (DLgs 187/2000); avresti dovuto indignarti quando, con l’entrata in vigore del DLgs 230/95, ai TTSSRM fu tolta la possibilità di sostenere gli esami per Esperto Qualificato; dovresti indignarti se ancora oggi non ci è concessa la libera professione; dovresti indignarti per il fatto che, a distanza di 14 anni (L 251/2000), i nostri dirigenti sono “specie rara”…
    Perché vedi se è pur giusto (nell’ottica del gioco delle parti”) che i medici radiologi difendano con i denti il “raccolto” è vergognoso che la nostra classe dirigente aiuti questi a “rapinarci” il nostro di “raccolto”, anche se misero.
    Hai comunque ragione quando dici che la maggior parte dei colleghi è disinteressata ma lo è anche chi, per dovere morale e istituzionale, NON DOVREBBE ESSERLO. Ma in questo c’è poco da stupirsi in quanto sono parte di noi, di quei professionisti (con in testa ancora il camice nero) che non vogliono assolutamente crescere.
    Se questo è un professionista?!

    P.S. Ultimo sfogo in tema di professione; non ho più voglia di sprecare fiato e tempo.

    Francesco Sciacca

  2. Mi indigno perchè sulla questione 187/200 ho lavorato molto e se tu fossi stato a Lucca avresti potuto sentire qual’era la mia posizione sul documento SIRM – Federazione. Posso indignarmi perchè ho dato molto alla professione e posso provarlo con gli atti da me prodotti ed inviati all’A.G. alle istituzioni ed alla Federazione nel corso di ven’anni. Posso indignarmi perchè utilizzo un ecografo e per altre attività svolte in autonomia compilo e firmo uno pseudo-referto. Mi indigno perchè sono a posto con la mia coscienza e tra tre mesi io smetterò definitivamente di impegnarmi per i TSRM. sono stanco di pisciare controvento e rimediare bastonate.

  3. Io sono indignato?
    Non direi.
    Il perchè in quanto non ho mai partecipato alla elezione degli organi collegiali del mio collegio di Milano.
    Quindi posso solo fare dell’autocritica.
    Altro discorso é l’indignazione che provo in quanto ho vissuto in prima persona l’attacco alla nostra professione, in ambito della radiologia complementare.
    Del resto l’utilizzo delle apparecchiature radiologiche nelle sale operatorie e nei laboratori di cardiologia interventistica ed aritmologia non sono altro che delle diagnostiche radiologiche.
    Dal lontano 1982, anno del diploma e della mia attività in cardiologia interventistica, che vedo il buio.
    Vedo l’assurda chiusura dei colleghi ad attività che poi con gli anni sono diventate preminenti nella diagnostica per immagini e non solo.
    Hanno copiato l’attegiamento di molti radiologi, che con il passare degli anni, hanno perso “potere” ed oggi si trovano a difendere con le unghie le poche attività che gli altri hanno lasciato loro.
    Sono indignato perchè non ho visto, in questi anni di denuncia, l’interessamento della Federazione nazionale nel risolvere questa annoso problema della presenza del personale tecnico in queste attività.
    Certo sono fioriti documenti firmati da molte società scientifiche, ma guarda caso l’unica che manca è proprio quella dei cardiologi interventisti (G.I.S.E.).
    Società scientifica che ha modificato le linee guida in base al proprio uso e consumo, infischiandosene delle linee guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2007 e nel 2010.
    Linee guida che platealmente dichiarano che oltre ai due Infermieri deve esserci in Tsrm, in mancanza si può sostituire con un Infermiere oppure con i tecnici di fisiopatologia cardiovascolare (perfusionisti).
    Quindi ci si domanda cosa faccia la nostra Federazione per risolvere questo “piccolo” problema.
    Ricordo che uno studio del GISE evidenzia che il 45% dei laboratori non vede la figura del TSRM presente.
    Quindi risolviamo il problema dei colleghi di Marlia e Barga, ma poi si faccia fronte unico per far rispettare le regole a tutte queste Asl, Lombardia in testa, che hanno permesso di accreditare questi laboratori in barba al nostro profilo professionale ed alla direttive emanate dall’Istituto Superiore di Sanità.
    Diamo spazio ai giovani colleghi che sicuramente potranno lavorare facendo rispettare le norme di radioprotezione e non solo.
    Regole, che in molti di questi laboratori, sono misconosciuti, o almeno ci si pensa solo quando si devono fare ogni 4 anni i test on line per poter usufruire della certificazione per proseguire l’attività.

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