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Tutto quello che avrei voluto sentir dire sui TSRM, ma che nessuno osa esporre …

Care Colleghe e Colleghi,
mi si riempie il cuore essere testimone di un grande cambiamento che si sta realizzando in seno alla nostra Professione. Credo di poter dire che un dibattito e una partecipazione così ampia in occasione delle elezioni per il rinnovo del nostro gruppo dirigente nazionale, non si è mai verificata.
Qui di seguito vi riporto il contributo che mi ha inviato il collega Massimo Angelini (Presidente del Collegio di Perugia-Terni) e che ci propone come “riflessioni … in attesa del Consiglio Nazionale di domani“:

Mi permetto di proporti alcune riflessioni che sto maturando in attesa del Consiglio Nazionale di domani. Sto cercando di ordinare le idee sperando poi di fare le scelte giuste al momento del voto. A differenza di altre occasioni elettorali simili negli anni trascorsi non mi era mai capitato di vedere tanto fermento e voglia di proporsi da parte di così tanti colleghi. Le vicende elettorali erano più la risultanza delle somme algebriche di voti che il dibattito forte ed approfondito su scelte di politica professionale. Questo per me è un segnale positivo per il nostro Gruppo TSRM. Io non sono presente in alcuna lista, ma voglio ugualmente condividere alcune tematiche con te e con tutti voi. Avrei altro da aggiungere ma il tempo a disposizione ormai è ridotto. Sono stato sollecitato ed intervengo soltanto dopo aver visto questo tuo ultimo post.
Un Cordiale saluto,
Massimo Angelini

Perugia, 12 marzo 2015

Elezione Comitato Centrale e Revisori dei Conti FNCPTSRM. Roma – 13, 14 e 15 marzo 2015

Contributo personale ad un Gruppo Professionale che sta “imparando a crescere”.

La presenza di più liste o programmi o proposte e l’allargarsi del dibattito a tutti gli iscritti, uscendo dalle stanze dei meccanismi elettorali è un segnale positivo che apprezzo. Non tutte le idee saranno buone, le mie saranno del tutto criticabili ed improponibili, politicamente sconvenienti (?), MA PARLIAMONE.

Io sono di cultura “idealista” e quindi è mio parere che soltanto il processo dialettico possa portare al progresso: tesi, antitesi e quindi sintesi.

In qualità di presidente del Collegio Perugia e Terni, non essendo candidato in alcuna lista, ma visti i programmi e le proposte riguardanti un momento così importante di rinnovamento per il nostro Gruppo Professionale, con la presente intendo dare un ulteriore contributo alle tematiche che dovremo affrontare nel prossimo triennio.

Tutto quello che avrei voluto sentir dire sui TSRM, ma che nessuno osa esporre (forse in questo particolare contesto)!

Ci sono alcuni problemi che mi stanno particolarmente a cuore, sia dal punto di vista personale, avendo cercato di evidenziarli durante i miei interventi durante i Consigli Nazionali, sia perché riferiti da numerosi colleghi iscritti dei quali mi sento in dovere di essere portavoce. Sarebbe stato interessante, per esempio, avere un crono programma per alcuni impegni assunti o da assumere.

I nostri colleghi TSRM stanno trovando con sempre più frequenza un impiego anche nelle strutture private o come liberi professionisti; non siamo tutti dipendenti pubblici! Le problematiche si differenziano notevolmente sotto svariati aspetti, dalla qualità e modalità dei contratti di lavoro proposti, alla tutela dei loro diritti e non da ultimo alla possibilità di accedere a polizze assicurative convenzionate. E’ necessario tenere in considerazione anche questo gruppo di colleghi seppur numericamente ridotto; per il futuro forse diventeranno anche i più numerosi, visti i sempre minori investimenti per la sanità pubblica.

In quale direzione vogliamo andare? Questa è la prima domanda da porsi.

Ho scritto e mi sono espresso in questo senso in varie occasioni.

  • E’ mia opinione che il TSRM debba ancora emanciparsi come professionista. Questo potrà concretizzarsi soltanto quando il TSRM diventerà equidistante

da tutte le specializzazioni mediche. Con questo intendo dire che restare sotto il vincolo troppo stretto del patto con il radiologo diventa professionalmente riduttivo. Come l’infermiere il TSRM dovrebbe avere quell’autonomia che gli consente di fornire le proprie prestazioni professionali allo specialista che le richiede, direttamente e senza altra intermediazione. Significa tagliare i ponti con SIRM, SNR o quanti altri?: NO! Significa definire con i radiologi che il TSRM non è una loro appendice. Quando lavoriamo con loro garantiamo gli standard che ci vengono richiesti. Significa però confrontarsi diversamente anche con gli specialisti che esercitano la Radiodiagnostica Complementare, gli stessi che delle risposte del medico radiologo quotidianamente fanno normalmente a meno. Significa riscrivere diversamente l’articolo relativo all’esercizio della radiodiagnostica complementare! Chi può aver interesse a far questo? Sono esattamente gli stessi specialisti di cui sopra, quelli che utilizzano quotidianamente le radiazioni ionizzanti e che sono rimasti praticamente i soli ad essere realmente esposti. Mediamente sono quelli che rischiano di più, che prescrivono realmente le varie tipologie di indagine diagnostica e che sono i meno coinvolti nel processo decisionale, dal principio di giustificazione a quello di ottimizzazione. Con queste figure non siamo in contrapposizione, ma dovremmo fare in modo che diventino anche loro nostri forti interlocutori , “alleati”.

  • Sarei dell’idea che con i Fisici Medici andrebbe aperto un confronto aperto, diretto e determinato. Andrebbero messi all’angolo, anche in termini legali, con una concertazione che può essere gestita soltanto a livello centrale, perché gli atteggiamenti ponzio-pilateschi credo siano sotto gli occhi di tutti. Dal palco dicono una cosa, ma poi nelle realtà periferiche fanno esattamente il contrario, vedi l’impiego degli infermieri nella radiodiagnostica complementare; non da meno l’autorizzazione per l’utilizzo di apparecchiature “Cone Beam” negli studi odontoiatrici.
  • E’ necessario recuperare quelle competenze professionali che un tempo erano riconosciute in modo scontato al TSRM e cioè quelle attività infermieristiche, che io definirei “esercizio dell’attività infermieristica complementare all’esecuzione dell’esame radiologico”. Questo non significa fare una guerra fra disoccupati, significa soltanto ottimizzare la conduzione di un processo. Oltretutto se un infermiere per prendere una vena necessità di un ecografo forse un TSRM, che con l’ecografo dovrebbe avere più confidenza, la stessa vena sarebbe capace di prenderla allo stesso modo.
  • Per quanto riguarda le polizze assicurative continuiamo a navigare nel buio. Vero lo sforzo di analisi fatto dalla Federazione e le numerose problematiche collegate, ma ora che l’analisi è stata fatta e che i termini della questione sono stati definiti E’ ORA che una federazione importante come la nostra pubblichi una gara-avviso-concorso per la stipula di una polizza di responsabilità civile,penale, tutela legale finalizzata a tutti gli iscritti. Verificata in sede di aggiudicazione da un legale esperto del settore. Come dicevo in premessa i colleghi dipendenti di strutture private riescono ad assicurasi soltanto autonomamente per cifre elevate, con clausole che spesso neppure li tutelano. Deve essere fissata una scadenza affinchè questo percorso si concluda! Entro dicembre 2015? Entro giungo 2016? Un crono programma su aspetti di questo tipo è un impegno essenziale nei confronti di tutti gli iscritti.
  • Formazione! Su questa tematica le riflessioni devono essere molte e affrontate con onestà intellettuale. Laurea Specialistica e Master devono essere presentati non come un titolo per poter vincere un concorso di primo impiego, perché non servono a questo. Non servono neppure a garantire le cattedre e le docenze di chi vuole incrementarsi lo stipendio. Servono alla crescita culturale del singolo, ma di conseguenza di tutto il gruppo professionale e devono essere sostenuti in questa ottica, ma non basta. Restando valido l’attuale contratto di lavoro il Master dovrebbe poter consentire la preferenza nella selezione per mobilità nello specifico settore specialistico radiologico, ma dovrebbe determinare anche, con criteri di automatismo, l’accesso alla qualifica di Operatore Professionale Esperto (qualifica Ds). Percorso che dovrebbe essere analogo agli incarichi professionali attribuiti alla dirigenza medica. Questa tematica ritengo vada portata sul tavolo delle Organizzazioni Sindacali congiuntamente alle altre professioni Sanitarie.
  • Mi piacerebbe anche, come avevo proposto in CN, che con il contributo di tutti i colleghi si potesse realizzare un “Book” delle apparecchiature radiologiche che utilizziamo. Una specie di “Quattroruote” dove sono i TSRM che esprimono i giudizi positivi o negativi sulla tecnologia in merito a funzionalità, ergonomia, qualità dell’assistenza tecnica. Quanto sopra in considerazione del fatto che raramente i TSRM sono interpellati al momento dell’acquisto delle apparecchiature, leggi commissioni gare di aggiudicazione forniture.

Una volta chiarite le posizioni, però, è necessario fare sintesi e quindi fare squadra.

C’è un tempo per le polemiche ed un tempo per il lavoro.

Un Gruppo Professionale diviso in questo momento sarebbe un danno enorme per la professione.

Diciamocele tutte prima e durante, ma poi LAVORIAMO INSIEME PER I PROSSIMI TRE ANNI.

Non scontro, ma confronto potrebbe essere il mio motto!

                                                               Massimo Angelini

PER SCARICARE IL DOCUMENTO IN VERSIONE DA STAMPA, CLICCA IL SEGUENTE LINK:

Proposte di obiettivi per il futuro Comitato Centrale-ANGELINI

Nota: Se altri colleghi, strutturati e studenti, desiderano essere inseriti nella mailing list TSRM, possono inviare la richiesta al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]  con all’oggetto “RICHIESTA ISCRIZIONE MAILING LIST TSRM“.

 

2 Risposte a “Tutto quello che avrei voluto sentir dire sui TSRM, ma che nessuno osa esporre …”

  1. Concordo con il collega e soprattutto mi fa piacere che finalmente “la base” si sia fatta sentire e che qualcuno si faccia portavoce dei problemi quotidiani che noi TSRM riscontriamo ogni giorno, specie negli ultimi tempi. In particolare da quando la Federazione ha deciso di rappresentare solo se stessa, non intervenendo in alcun modo a” salvaguardare la dignità e decoro della Professione dei TSRM OVUNQUE OPERANTI”, come da ruolo istituzionale. Già perché non tutti i TSRM lavorano in Ospedale! Ci sono quelli che lavorano nel privato e… nei grandi Enti Assicurativi vedi INAIL, come me
    Riguardo all’ultimo punto della lettera del collega Angelini, Mi sembra di ricordare che già la legge 25/83 ( Che, secondo me, dovremmo ben riscoprire e DIFENDERE!!!) prevedeva la collaborazione e il parere del TSRM per l’acquisto e il collaudo delle nuove apparecchiature!
    Speriamo che in tanti abbiano preso coscienza che con gli ultimi “elaborati” della Federazione siamo tornati indietro, ma di molto! Anzi, la nostra professione di questo passo, a brevissimo tempo non avrà piu ragione di esistere.
    Il povero Natalino Bordigoni si starà rivoltando nella tomba, a cui fu molto cara l’identità professionale del TSRM. Ma ora ci sono le Lauree… si, ma la Federazione negli ultimi anni ha messo un laureato “da servo” al medico e non al servizio della salute
    Sicuramente dopo circa 28 anni di professione di TSRM, intrapresa con i migliori auspici e ambizioni della “rivoluzionaria” legge 25, non avrei pensato di vederla morire , come sembra probabile
    Mi auguro un repentino cambio di rotta, specie per le nuove generazioni ed i neolaureati che credo si trovino molto a disagio.
    Cordiali Saluti e Buon Lavoro a tutti
    Maria Francesca Corigliano

  2. caro collega sono in parte d’accordo con i tuoi consigli ,,,ma opterei per una consapevole autonomia professionale delineata semai in una corretta etica professionale ed in un continuo studio o aggiornamento ( quindi a tutti laurea di primo e secondo livello con master nelle discipline di interesse professionale!!)il che non vuol dire accettare di iniettare in vena presidi utilizzando le pompe per m.d.c.perchè non siamo infermieri ed il nostro operato non è riconosciuto dalle attuali leggi o , in tal senso la normativa è poco chiara , contraddittoria (vedi i fatti di Marlia e la discrezionalità,mi verrebbe da dire anzichè professionalità data per comodità ,praticità e consuetudine con cui operano colleghi di medicina nucleare e/o chi lavora alle “grandi macchine angio,tc rm).Sarebbe più auspicabile una maggiore consapevolezza culturale della dignità e compiti della figura sanitaria del TSRM ben definita nella nostra categoria e riconosciuta dall’utenza sanitaria che il preoccuparsi di raggiungere il profilo DS dato dal master:::!!! e dal fatto che dirigente sanitario ne arriva uno solo…..visto che siamo pochi e veniamo confusi e/o associati al radiologo Medico….con sua grande gioia!!! cordiali saluti

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