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TSRM – IMBAVAGLIARE SELLITTI?

22 DICEMBRE 2013

Care Colleghe e Colleghi

In seguito alla mia mail informativa circa la nostra Professione di TSRM, che ormai da anni è in essere con apprezzamento più volte manifestato non solo dai numerosissimi Colleghi su tutto il territorio nazionale ma anche dalla Federazione Nazionale TSRM ad incominciare dal Comitato Centrale oltre che dal Consiglio Nazionale che in più occasioni ne hanno usufruito, il Comitato Centrale, tramite il Segretario TSRM Dott. Giuseppe Brancato, ha inviato al Consiglio Nazionale (tutti i Presidenti di Collegio d’Italia) un documento Prot. N. 1496/2013 del 20 dicembre 2013 con il seguente contenuto:

<<In riferimento al messaggio del TSRM Dott. Francesco Paolo Sellitti, “TSRM – MORTE DI UNA PROFESSIONE”, inviato mezzo posta elettronica in data 19 dicembre e relativo al documento “Management della erogazione delle prestazioni di Diagnostica per Immagini”, sottoscritto presso il Ministero della Salute lo scorso 17 dicembre, del quale si ribadisce l’utilità per la definizione di processi che consentano di garantire prestazioni radiologiche appropriate e giustificate, la scrivente comunica di non condividerne titolo, contenuti e toni, dai quali prende le distanze.

Inoltre, ritenendoli lesivi dell’Istituzione e del gruppo professionale, si riserva di intraprendere ogni azione disciplinare ovvero giudiziale nelle sedi opportune, nessuna esclusa.>>

Mi sarei aspettato, come si conviene in un organismo democratico e rappresentativo, che “l’avviso di garanzia” quale a me pare il contenuto di cui sopra, fosse inviato anche alla persona interessata, ovvero il sottoscritto. Prendo atto che così non è stato.

SONO SERENO E PRONTO A DIFENDERE IN OGNI SEDE IL LIBERO PENSIERO E LA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE MIA E DI TUTTI, COME HANNO FATTO I NOSTRI PADRI PRIMA DI NOI,  ANCHE A COSTO DELLA PROPRIA VITA QUANDO, NEL NOSTRO PAESE, SONO STATE VIOLENTEMENTE PROIBITE.

Confermo quanto ho già scritto nella mia precedente mail informativa “TSRM – MORTE DI UNA PROFESSIONE” circa il documento d’intesa da titolo “Management della erogazione delle prestazioni di Diagnostica per Immagini”, sottoscritto presso il Ministero della Salute lo scorso 17 dicembre, ovvero ritengo che privi il TSRM di ogni professionalità precedentemente acquisita.

Perché?

Perché quando nel documento si afferma che il medico specialista in radiodiagnostica conserva

“… la titolarità della decisione finale … al fine di ottimizzare le tecniche di esposizione per ridurre la dose di irradiazione ….. la scelta delle apparecchiature, delle attrezzature, ….., delle tecniche, idonee ad ottenere il maggior beneficio clinico col minimo detrimento individuale.”, contraddice quanto già Normato dal nostro Stato italiano, in particolare:

–       rende discutibile se non inutile l’Abilitazione di Stato all’esercizio della Professione di TSRM;

–       contraddice il nostro Profilo professionale quando quest’ultimo afferma che “Il tecnico sanitario di radiologia medica è l’OPERATORE SANITARIO ABILITATO A SVOLGERE, in conformità a quanto disposto dalla LEGGE 31 Gennaio 1983, N° 25, in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, su prescrizione medica TUTTI GLI INTERVENTI che richiedono l’uso di sorgenti di radiazioni ionizzanti, sia artificiali che naturali, di energie termiche, ultrasoniche, di risonanza magnetica nucleare nonché gli interventi per la protezionistica fisica o dosimetrica.

In che modo contraddice quanto già Normato dallo Stato italiano?

L’espressione “il medico specialista in radiodiagnostica conserva … la titolarità della decisione finale, …” vuol dire che, ovunque il TSRM Lavori svolgendo la propria Professione, prima di realizzare un’indagine di diagnostica radiologica e per immagini deve:

1)    per quanto riguarda la tecnica – andare dal medico radiologo a descrivere  la tecnica che intende utilizzare per condurre l’indagine (per esempio descrivere la proiezione che propone per lo studio radiologico del ginocchio, ecc.) e richiedere “la decisione finale”;

2)    per quanto riguarda l’utilizzo dell’apparecchiatura – andare dal medico radiologo a descrivere  centratura e orientamento del fascio Rx, spostamento del lettino paziente, in tutte le metodiche, la scelta della bobina RF in risonanza, ecc., e richiedere “la decisione finale”;

3)    per quanto riguarda l’ottimizzazione della dose al paziente– andare dal medico radiologo a descrivere quanti mA utilizzare, quanto tempo di esposizione, quanti Kv di picco utilizzare, come realizzare la diaframmatura rispetto al distretto indagato, ecc., e richiedere “la decisione finale”;

4)    IL TUTTO IN FORMA SCRITTA COMPRESO L’ULTIMA PAROLA DEL MEDICO RADIOLOGO!  

5)    Tutto questo vuol dire che un’indagine durerà forse una ora, compreso la discussione necessaria, considerato che poi il TSRM deve assumersi la responsabilità di “premere il grilletto” ovvero di erogare la dose al paziente.

6)    Tutto questo, inoltre, dove è presente il medico radiologo.

E dove non è presente il medico radiologo?

MARLIA E BARGA NON SONO UNA ECCEZIONE NEL NOSTRO PAESE E IL COMITATO CENTRALE E IL CONSIGLIO NAZIONALE OLTRE AI DIRETTI INTERESSATI – I TSRM CHE VIVONO QUOTIDIANAMENTE QUESTE CONTRADDIZIONI SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, LO SANNO MOLTO BENE!

E allora? Quale possibile soluzione?

Soluzione A)

–       assumere il numero necessario di medici radiologi tale che possano essere presenti e presidiare in ogni sede dove si svolgano indagini radiologiche e per immagini, compreso la domiciliare (qualche migliaia);

–       il punto di cui sopra presuppone che bisogna aumentare il numero di accessi alla Scuola di specialità in Radiodiagnostica e per Immagini nelle circa 20-25 sedi italiane in modo significativo (100-150 per anno e per sede?);

–       in quest’ultimo caso immagino che avanzeranno una simile proposta, con altrettanti validi motivi, anche le Scuole di specialità in Medicina interna, Urologia, Chirurgia, Geriatria, Ortopedia, Neurologia, Neurochirurgia, Psichiatria, Chirurgia vascolare, Cardiologia, …;

–       il Governo italiano, che per ridurre la spesa pubblica ha di recente ridotto gli anni di specialità da 5 a 4 anni, dovrà prevedere un aumento di risorse economiche e finanziarie sia per l’aumento del numero di specializzandi sia per la loro l’assunzione dopo la specializzazione: sono sicuro che al Ministero, al momento della firma, sapessero di questi possibili risvolti.

 

Soluzione B)

A parer mio molto più semplice, razionale, credibile e percorribile, è quella di:

–       riconoscere definitivamente, con questo documento d’intesa, la professionalità del TSRM riconoscendogli le specificità proprie contenute nel Profilo professionale (Norma dello Stato italiano);

–       eliminare nel documento d’intesa l’espressione “… la titolarità della decisione finale …” dove viene descritto l’Attore medico specialista in radiodiagnostica;

–       inserire nella declaratoria dell’Attore TSRM, già al primo punto, l’espressione “Il TSRM è il titolare, in collaborazione con il medico specialista e il fisico medico, della conduzione e ottimizzazione delle indagini di diagnostica per immagini e ne assume la piena responsabilità”.
POST SCRIPTUM

Caro Facchini, tu ironicamente (forse) mi hai scritto che avresti voluto vedere me a quel tavolo di trattativa cosa avrei fatto/detto: adesso lo sai e sai anche che mi sarei battuto come un “Leone”! Ma avete preferito tentare un avvio di “censura” perché è così che l’ho percepita e non credo che né tu né chiunque altro possa impedirmi di “percepire” e manifestare le mie percezioni liberamente a maggior ragione quando riguardano LA MIA VITA! Con altrettanto immutato affetto.

In ultimo, mi rendo disponibile nel caso possa risultare utile, a commentare ed esporre personalmente le mie posizioni contenute in queste due ultime mail, in Consiglio Nazionale.

Buone festività e cari saluti

Francesco P. Sellitti