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SONOGRAPHERS ITALIANI: QUESTIONARIO URGENTE!!!

Cari Colleghi di tutta Italia,

chi vi scrive è una coppia di amici e colleghi connazionali residenti in UK, più precisamente a Londra.
Lavoriamo come Cardiac e Vascular Sonographers, rispettivamente presso il Royal Brompton Hospital e il St. George’s Hospital.

Abbiamo pensato di creare un questionario da compilare in forma anonima cosicché sia possibile tutelare la vostra privacy e sentirvi più liberi di esprimere i vostri pareri. Completati i questionari cercheremo dunque di osservare i risultati, raccogliendo le vostre iniziative, con lo scopo dunque di avviare un dialogo formale con le alte cariche che rappresentano il mondo dell’imaging cardiovascolare italiano.
Vi chiediamo lo sforzo di spendere pochi minuti del vostro prezioso tempo per completare la survey, poiché solo l’unione fa la forza!
Cliccate dunque al seguente link per iniziare il questionario in oggetto  https://surveyhero.com/c/c085219 (tempo medio stimato 7 minuti).

Questa iniziativa nasce dalla volontà di cambiare le cose realmente, perchè crediamo in quello che facciamo e riteniamo comune il desiderio di sentirsi appagati nel proprio lavoro.
Lo scenario italiano non gode senza dubbio di ottima fama, poichè ogni anno cresce il malcontento tra i giovani neolaureati, i quali avvertono le difficoltà di inserimento in un mercato del lavoro sempre più inaccessibile, in primo luogo causa il difficile riconoscimento di una figura professionale oramai consolidata da decenni in molti Paesi del Mondo.
Tuttavia ci si domanda perché una carente domanda di assunzioni si accosti indipendentemente ad una costante offerta formativa, costituita da corsi di laurea e master dedicati, e la risposta risiede purtroppo in interessi di natura puramente economica e accademica.

Di recente la Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare (SIEC) ha promosso un censimento, al fine di divulgare informazioni sui ruoli e le competenze del sonographer, e di quantificare il numero di coloro i quali sono attivi nel contesto sanitario Italia.
Leggendo il documento, senza dubbio incuriosisce la ridondante esigenza di descriverne il ruolo di natura puramente tecnica, con fini strettamente esecutivi, ribadendo che al solo medico specialista spetta il compito di interpretare e refertare l’esame.
Si enfatizza inoltre la diffusa estensione del Sonographer in diverse realtà internazionali, tra i quali UK e USA, ma tuttavia non vengono menzionati i reali compiti di questi professionisti.
Il sonographer infatti, o ecografista (traduzione letterale), è lo specialista autorizzato ad eseguire l’esame ecografico, che sia esso cardiaco, vascolare, internistico, ostetrico o muscoloscheletrico, e allo stesso tempo autonomo nell’interpretazione delle immagini, nella stesura del referto e talvolta, il solo a validarlo, apponendo la propria firma.

I sonographers nei paesi Anglosassoni sono definiti “clinical scientists”, ossia figure professionali cliniche, risultando così parte attiva del percorso clinico-diagnostico-terapeutico del paziente, ed esercitano con piena autonomia e responsabilità la loro professione. Sebbene dunque essi godano di indipendenza, la figura medica sopravvive in assenza di conflitti, ma con totale responsabilità sulla gestione del paziente. Al contrario coesiste un ottimo rapporto tra i diversi attori presenti sul palco, in cui ognuno è a conoscenza dei propri ruoli, e insieme si concorre al fine comune che è quello di prendersi cura dei malati.

Un concetto chiave è l’ottimizzazione delle risorse umane, in cui si è a conoscenza del fatto che il medico non possa essere l’unico protagonista, in un contesto basato sul gioco di squadra e sulla iperspecializzazione a cui la medicina sta andando in contro oggi giorno. Al contrario in Italia non ci si discosta dall’affidare ogni singola responsabilità alla classe medica, dequalificando i diversi professionisti sanitari che senza dubbio vorrebbero ottenere un’autonomia maggiore, con oneri ed onori che ne conseguono.
Ci rendiamo conto che le responsabilità devono essere affidate solo con il tempo, l’esperienza e una solida formazione che sta alla base di tutto, poiché non è di certo un corso di laurea triennale a conferire autonomia e capacità tali da non necessitare di supervisione. Non a caso il sistema sanitario anglosassone invita a conseguire un accreditamento nazionale o europeo, prima di autorizzare un ecografista a validare autonomamente un referto.

Abbiamo dunque il desiderio di creare un esteso network tra tutti i sonographers italiani, al fine di raccogliere consensi, disagi, proposte e critiche, con il solo intento di dare voce a chi purtroppo è rimasto a lungo in silenzio, e con la speranza che insieme, quel semplice sussulto possa divenire un coro forte e omogeneo, che voglia lottare per cambiare le cose, per fare un passo avanti verso un’affermazione così a lungo desiderata.
Abbiamo pensato di creare un questionario da compilare in forma anonima cosicché sia possibile tutelare la vostra privacy e sentirvi più liberi di esprimere i vostri pareri. Completati i questionari cercheremo dunque di osservare i risultati, raccogliendo le vostre iniziative, con lo scopo dunque di avviare un dialogo formale con le alte cariche che rappresentano il mondo dell’imaging cardiovascolare italiano.

Vi chiediamo lo sforzo di spendere pochi minuti del vostro prezioso tempo per completare la survey, poiché solo l’unione fa la forza!
Cliccate dunque al seguente link per iniziare il questionario in oggetto  https://surveyhero.com/c/c085219 (tempo medio stimato 7 minuti).

Amiamo il nostro paese, con i suoi pregi e con i suoi difetti, ma senza dubbio con un eccellente sistema sanitario. Vorremmo dunque sentirci realizzati in Italia, avere un’identità, uscire dall’ombra di coloro che contornano l’operato altrui senza un minimo riconoscimento, perché è assurdo dover vivere a miglia di chilometri da casa per lavorare in un centro d’eccellenza e sentirsi parte di questa, quando potremmo contribuire al bene dei nostri pazienti, operando nello stesso identico modo e in cui i nostri meriti e gli sforzi compiuti vengono riconosciuti in maniera meritocratica.

Speriamo di cuore di ricevere quante più email da tutti voi e sentitevi liberi di essere in disappunto con quanto scritto sopra, motivando però le vostre opinioni. A coloro i quali saranno invece d’accordo con noi, chiediamo dunque di essere una spalla per questo inizio, perché sarà un percorso duro, ma che con il solo aiuto di tutti voi potrà risultare meno arduo.
Non smettete mai di credere in una conquista, perché solo noi stessi possiamo cambiare le cose, e della nostra preparazione dovremmo farne il perno centrale, perché siamo convinti che è la cultura che genera rispetto.
A voi tutti auguriamo dunque buon lavoro e buona fortuna per il futuro. Un caro saluto
Angelo La Leggia e Fabrizio D’Abate