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Quota d’iscrizione al Collegio e alla Federazione TSRM: è possibile ridurla? – Quesito 9

Quesito 9 – Quota d’iscrizione al Collegio e alla Federazione TSRM: è possibile ridurla?

QUESITO

… sono un collega che (ti) vi segue molto e da anni, apprezzando molto di ciò che fate per la categoria.

… Vorrei se possibile, avere delle delucidazioni riguardo le quote di iscrizione ai collegi. Sai bene, che sempre più spesso nei vari collegi si dibatte sulla possibilità o meno di ridurre gli importi di tali quote. Ebbene, mi sono sempre chiesto se questo fosse realmente e liberamente possibile da parte di un singolo collegio, atteso che lo stesso deve versare un contributo alla federazione nazionale. Ti chiedo, dunque: il collegio “x” della provincia “y” può ridurre le quote di iscrizione? al massimo di quanto? deve prima consultarsi con la federazione? e quanto deve corrispondere annualmente alla federazione nazionale? una percentuale “z”?

… grazie, scusami e buon lavoro.

RISPOSTA

Ci sorprende che il collega non sappia che il suo presidente di collegio ha votato contro una riduzione della quota degli iscritti proposta a livello nazionale.

Qui di seguito un estratto della mozione conclusiva del Consiglio Nazionale di Bologna di ottobre 2016 (il verbale completo del Consiglio Nazionale si può scaricare QUI):

“… Sentita la relazione del Tesoriere sul bilancio previsionale 2017 e la proposta del Presidente del Collegio di Catania di “Ridurre da € 33,60 a € 30,14 la quota pro-capite che i Collegi inviano/versano alla Federazione”, dopo ampio dibattito, il CN vota la proposta:

  • 43 voti contrari,
  • 5 favorevoli (Catania, Enna, Foggia, Messina, Novara)
  • 4 astenuti (Napoli, Nuoro, Roma, Salerno).

Il CN approva il “Bilancio previsionale 2017” con

  • 49 voti favorevoli,
  • 3 contrari (Catania, Foggia, Messina)”.

IN CONCLUSIONE

Ogni collegio decide la quota da far pagare ai propri iscritti, tenendo conto che 33,60 euro pro-capite/anno vanno versati in Federazione.

La nostra Federazione è tra le 3 professioni con collegi, quella più avida: in 28.000, versiamo al Comitato centrale circa 1 milione di euro!

  • Le ostetriche pagano 20 euro pro-capite (e con 21.000 iscritti sono intorno alla metà di quanto diamo noi in federazione),
  • gli infermieri pagano 7 euro a testa ma… in 440.000 arrivano solo a circa 3 milioni all’IPASVI nazionale.

A fronte di questo nostro esborso collettivo di un milione di euro circa, a 7 persone del Comitato centrale, a cui spettano 1.200 euro al mese a testa (e che ne consumano altri 1.000 circa al mese per rimborsi spese – totale 2200,00 euro/persona ogni mese), il presidente di Catania, Vincenzo Torrisi, ha proposto una riduzione di 3 euro motivata da:

1) siccome tempo fa fu chiesto un aumento della quota per acquistare la sede (appartamento) della Federazione, ora che il mutuo è stato pagato, si poteva smettere di versare quel di più;

2) i neolaureati disoccupati rimpinguano ogni anno di circa 30.000 euro le casse federative. Per cui, un risparmio era ed è possibile.

Ebbene, a fronte di questa semplice richiesta, 43 presidenti (compreso quello del collegio di appartenenza del collega) votano “No” a questa riduzione pro-capite (pazzesco solo 3 euro/pro-capite). Anzi… qualcuno è arrivato a dire che la quota andrebbe aumentata… visto gli obiettivi della federazione! (?)

Quindi, è inutile porre certi quesiti se poi non sappiamo cosa il proprio presidente di collegio ha votato. E …

  • per conto di chi ha votato in quel modo? E …
  • per conto di cosa ha votato in quel modo?

25 giugno 2017 – Risposta a cura di: Antonio Alemanno e Francesco Paolo Sellitti

Rubrica: Chiedilo alla Consulta TSRM (…e noi proveremo a suggerirti possibili soluzioni)

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IN 51 ANNI NON ERA MAI SUCCESSO – LETTERA APERTA AL CONSIGLIO NAZIONALE E AI TSRM

Riflessioni e commenti: Ma qual’è la vera differenza tra Federazione e Consulta? E soprattutto, come questa differenza potrà incidere sul futuro della Professione?

Nota: Se altri colleghi, strutturati e studenti, desiderano essere inseriti nella mailing list TSRM, possono inviare la richiesta al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]  con all’oggetto “RICHIESTA ISCRIZIONE MAILING LIST TSRM“.

7 Risposte a “Quota d’iscrizione al Collegio e alla Federazione TSRM: è possibile ridurla? – Quesito 9”

    1. Mi sembra che la domanda iniziale riguardi la riduzione della quota d’iscrizione annuale e non la quota di spettanza alla Federazione. sarebbe opportuno in questo caso far riferimento all’art. 4 e 5 Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233 che prevede che il consiglio direttivo stabilisce “entro i limiti strettamente necessaria coprire le spese” la tassa annuale.
      È invece compito dell’assemblea approvare il bilancio di programmazione economica finanziaria ed economico gestionale annuale, in tale ambito può decidere l’importo della tassa d’iscrizione. Il singolo iscritto può nell’ambito dell’art 5 citato, proporre ricorso all’assemblea degli iscritti nell’ambito dell’approvazione degli strumenti finanziari, contro la determinazione dell’importo della tassa annuale, proponendo all’assemblea medesima mediante votazione, per ridurne sensibilmente l’importo.
      Dott. Antonello Inglese

  1. … 43 voti contrari? Beh, se la matematica non è una opinione, rappresentano lo 0,15% della professione perché non credo la base sia stata chiamata ad esprimersi sull’argomento. Per fortuna “ce la faremo, nonostante tutto!”.

    1. Beh…da mesi Beux ci racconta la storiella della democrazia rappresentativa che, applicata a ordini e collegi, equivale ad uno stato totalitario degno appunto della legge del 1946 che li fonda.
      Si dimentica però che nulla ha fatto in 50 anni la nostra Federazione per cambiare dall’interno lo status quo che, evidentemente, sta bene a quello “zero virgola” che decide per tutti!
      Io ho proposto il limite massimo di 2 mandati, direttamente inserito nel Codice deontologico. Sono sicuro che, come per la proposta di Torrisi, molti saranno contrari.
      Anzi…qualcuno proporrà addirittura anche i vitalizi!

  2. Credo che la colpa sia tutta nostra.La maggior parte di noi non si vuole impegnare in prima persona nel collegio, neppure s’ interessa più di tanto del come, quando e chi votare. Infatti i presidenti rimangono in carica quasi a vita. La stessa cosa che succede per i sindacati. Da me i sindacalisti delle varie confederazioni sono gli stessi dal 1989. E’ una immaturità tutta italiana. Ci disinteressiamo, lasciamo fare ad altri. Mi ci metto pure io nel calderone : ((
    ps : a Cagliari negli anni 80 il presidente del collegio era un tecnico di radiologia che però lavorava come audiometrista. Ha abdicato dopo tantissimo tempo.
    Oggi se mi chiedete chi sia non lo so. Non si ha traccia.
    Anche io ritengo che si paghi troppo e inutilmente, infatti pago sempre alla fine con la mano stretta stretta.
    Sinceramente se mi dicessero di dare quei soldi alla consulta li darei molto più volentieri.

  3. Se ho letto bene, alcuni si lamenta no per quote di iscrizione annue che sono un terzo (o un quarto) di quel che paghiamo noi TT.SS.RR.MM. Campani): €.100,00 (e NESSUN TIPO DI BENEFICIO, vedi ecm gratuiti etc…) col rischio di vedere incrementata ulteriormente la cifra perchè la solita banda che ci rappresenta vorrebbe acquistare la sede di Napoli e ciò comporterebbe l’inevitabile innalzamento della quota. Evito commenti sulle rendicontazioni… Purtroppo, tutto ciò -che le stupide leggi dello Stato rendono obbligatorio- diviene oggetto di vessazione e mancanza di trasparenza…: siamo in Italia…

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