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INPS Libera Professione TSRM

LETTERA APERTA A:

Al Presidente della Federazione Nazionale TSRM

Alla Federazione Nazionale TSRM

Alla Consulta Nazionale Professione TSRM nella persona di Sellitti Francesco P.

Gent.ma presidenza TSRM,

siamo un gruppo di liberi professionisti TSRM con un contratto di collaborazione in regime dei minimi presso una clinica privata marchigiana.
Volevamo evidenziarle la questione del carico fiscale riguardante la “Gestione Separata INPS” sotto cui graviamo noi liberi professionisti TSRM: difatti, l’attuale tassazione prevede una quota del 27.72%, la quale risulta essere di molto superiore se paragonata a quella di un altro professionista sanitario (vedi infermiere), la quale si aggira attorno al 15%.
La causa del divario tra le due tassazioni potrebbe essere attribuita all’assenza di una cassa previdenziale propria della nostra professione.
Viste le difficolta’ economiche attuali che spingono sempre piu’ aziende ad incentivare la libera professione, incrementando cosi’ le file dei TSRM liberi professionisti a discapito dei tecnici radiologi con un contratto lavorativo stabile, riteniamo che questa sia una problematica sempre piu’ rilevante e di primo piano.
Per questo motivo, con la speranza che queste parole non cadano nel vuoto, le vorremmo chiedere soluzioni per raggiungere una tassazione piu’ competitiva e meno gravante nei nostri confronti.
Cordiali saluti,
Matteo Massaccesi
Jacopo D’Ambrosi
Francesco Tappata’
Alessandra Gufo
Matteo Zuccaccia
Diletta Villotti.

6 Risposte a “INPS Libera Professione TSRM”

  1. io lavoro come libero professionista sotto un’azienda privata che gestisce la radiologia in un ospedale pubblico avendo vinto la gara d’appalto. ho una sorta di contratto che non mi permette di lavorare altrove a causa degli orari e prendo una miseria. 18000€ LORDI l’anno. Di questi devo pagare 7000€ di INPS. Non ho ferie pagate. Non ho rischio biologico, non ho malattia né infortunio né assicurazione. Ditemi voi se non é uno schifo. L’inps non dovrebbe essere così elevata vista la miseria che mi tocca.

  2. Gentili Colleghi, accolgo con interesse il vostro problema che l’ho dovuto affrontare anch’io già diversi anni fa. L’unico strumento a disposizione del TSRM oggi per la riduzione dell’imps e delle spese in generale legate alla P.Iva è la costituzione di una società. La costituzione richiede però alcuni requisiti; per chi volesse ricevere informazioni al riguardo mi contatti pure all’indirizzo [email protected]

  3. Ciao Massimo, non potresti aggiungre le informazioni già in questo articolo in modo tale che chi legge sia l’articolo sia i commenti possa avere info più ricche e complete?
    Grazie

  4. Come da richiesta:
    In assenza di una cassa previdenziale per i Tecnici Radiologi ci vediamo costretti a pagare la “gestione separata imps” del 27,72% in aumento di anno in anno. Per l’anno prossimo è previsto un aumento di +0,72%. I commercialisti dicono che l’idea del fisco è di portare la percentuale al 32-33% nei prossimi anni. Contestualmente a questo aumento dei contributi sono state abbassate le percentuali di detrazione delle spese correnti; l’esempio più immediato è la percentuale di detrazione dell’auto che nelle partite Iva ordinarie è al 20% in quelle agevolate del 50%.
    Nelle società ci sono due vantaggi concreti previsti dalla materia fiscale corrente:
    1) Le spese auto sono deducibili per la società al 100% grazie alla costituzione di rimborsi spesa che sono erogati ai soci. Per i soci questi rimborsi sono esentasse.
    2) La costituzione della società permette di ridurre l’imps dal 28% al 22%.
    Quindi in una situazione concreta togliendo al lordo complessivo fatturato i rimborsi spesa già otteniamo un reddito complessivo inferiore sul quale paghiamo un imps inferiore del 6%.
    Alla luce di questo ecco i vantaggi fondamentali:
    Riduzione del reddito complessivo per socio grazie ai rimborsi spesa.
    Riduzione dell’irpef
    Riduzione dell’imps su un reddito già abbattuto dai rimborsi spesa.
    Mantenimento della propria partita iva e del proprio consulente fiscale.
    Svantaggi:
    La società richiede un numero minimo di partecipanti (almeno due) e un reddito da 30.000 euro in su.
    La vedrei bene per i 6 colleghi Marchigiani che hanno firmato la lettera in calce.

  5. Allego la risposta del presidente Beux:

    Gent.mi TTSSRM,

    la questione da voi posta è seria, da tempo alla nostra attenzione, e la causa principale del divario da voi evidenziato è proprio l’assenza di una nostra cassa previdenziale.

    Come certamente saprete, la normativa di riferimento è il Dlgs 10 febbraio 1996, n. 103, “Attuazione della delega conferita dall’art. 2, comma 25, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in materia di tutela previdenziale obbligatoria dei soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione”.

    Le alternative alla gestione separata presso l’INPS sono tre:

    creare una nostra cassa previdenziale;
    confluire in una cassa previdenziale già esistente;
    creare una cassa previdenziale con altre professioni.
    La prima alternativa non è attualmente percorribile poiché la normativa prevede che la costituzione di un ente di categoria sia subordinata “alla condizione che lo stesso sia destinato ad operare per un numero di soggetti non inferiore a 8.000 iscritti”. Ad oggi, ciò significa che almeno il 30% dei tecnici di radiologia iscritti ai collegi dovrebbe svolgere attività professionale autonoma. Per motivi storici, nonostante che per l’effetto di situazioni contingenti negli ultimi anni il numero dei TTSSRM che svolgono attività professionale autonoma sia cresciuto, esso è ancora significativamente lontano da quello richiesto dalla norma.

    La seconda alternativa, seppur molto complessa, sarebbe già oggi percorribile, a patto di dar soddisfazione a quanto richiesto dall’art. 7 della suddetta normativa, a partire dalla “delibera di assenso all’inclusione effettuata, con maggioranza di due terzi dei componenti, dall’organo competente per le modifiche statutarie dell’ente previdenziale destinato ad includere la nuova categoria professionale”.Tale eventualità è stata almeno per il momento messa da parte sia perché ci avrebbe relegati ad un potere decisionale limitato sia perché l’alternativa alla quale la nostra categoria guardava e continua a guardate è la terza.

    La terza alternativa si dovrebbe realizzare a seguito della costituzione dell’ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Tale soggetto istituzionale sarebbe la base solida sulla quale costruire una cassa previdenziale con altre professioni, nella fattispecie quelle che confluirebbero nel nuovo ordine, con pari ovvero proporzionale potere decisionale per ognuna di esse.

    Quanto forse troppo sinteticamente esposto è oggetto di seria e continua valutazione istituzionale, tanto da essere uno dei temi sia del consiglio nazionale straordinario del prossimo 17 gennaio che del libro bianco sulla (in)occupazione al quale il gruppo professionale ha iniziato a lavorare a seguito del mandato ricevuto lo scorso ottobre, proprio dal consiglio nazionale. A quest’ultima iniziativa, per affinità, si affianca quella finalizzata all’attivazione di un servizio di supporto informativo e documentale per i TTSSRM che svolgono attività professionale autonoma.

    Infine, per attualizzare il quadro generale, vale la pena evidenziare come la recente legge di stabilità 2015 contenga alcuni passaggi per i quale la tassazione dei fondi pensione e delle casse previdenziali porterà ad un significativo aumento del carico fiscale di coloro che oggi hanno regimi più convenienti rispetto a quelli ai quali sono sottoposti i TTSSRM.

    Consapevoli di non aver risolto, nemmeno parzialmente, la vostra criticità, ricordando che il consiglio nazionale è il solo organismo in grado di decidere la strada da intraprendere, speriamo almeno di aver fornito informazioni sufficienti a far comprendere il perché dell’attuale stato delle cose e, soprattutto, a testimoniare l’attenzione che da sempre la nostra istituzione dedica al tema.

    Cordiali saluti.

    Il Presidente
    Alessandro Beux

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