Crea sito

Informativo 9/2014: ESTINZIONE DELLA PROFESSIONE?

La Consulta TSRM

12 maggio 2014

Informativo 9/2014:

ESTINZIONE DELLA PROFESSIONE?

In coerenza con i propri fini istitutivi, la Consulta Nazionale per la Professione di TSRM ha attivato nel proprio sito http://consultatsrm.altervista.org, una sezione dedicata alla comunicazione tra e con i TTSSRM da titolo “Lettere alla Comunità dei TTSSRM”. In questa sezione sarà possibile pubblicare le comunicazioni che i colleghi intendono condividere con la nostra Comunità professionale e sarà anche possibile commentarle ed integrarle.

Stiamo anche predisponendo una sezione sullo stesso sito dedicata ai quesiti di carattere giuridico-professionale che spesso i colleghi ci pongono e che sarà curata principalmente da esperti aderenti al nostro Gruppo.

Apriamo questa nuova attività del gruppo della Consulta TSRM, proponendovi una lettera-documento molto interessante che ci ha inviato il collega Francesco BROGGINI.

<< Buongiorno dott. Sellitti, in quanto capofila della Consulta dei TSRM le scrivo per porre l’attenzione del gruppo di lavoro sul problema dell’estinzione, dal punto di vista lavorativo, di questa professione.

Problema che pare non interessi a nessun organo della federazione, in quanto a parte qualche timida intervista e lettera d’intendi, si è più concentrati a discutere di competenze, professionalità e rapporti con le altre figure sanitarie. Tutti argomenti legittimi, perchè riguardano la categoria in toto, ma che risultano inutili se l’accesso a questa professione, di fatto, non esiste più.

Per darle qualche numero a supporto, come sa ogni anno si laureano circa 1500 tecnici.

L’ultimo rapporto Almalaurea parla di un calo degli occupati a un anno, dal 97% del 2007 al 48% del 2011 e in ulteriore calo in questi ultimi due anni.

Alla luce di questi dati, appare ragionevole pensare che attualmente ci siano almeno 3000 tecnici inoccupati a cui se ne aggiungeranno altrettanti nei prossimi anni, tenendo conto dei futuri laureati attualmente nei corsi di laurea.

La sanità pubblica, da questo punto di vista, è in grado di assorbire solo una piccola parte di tecnici.

 Attualmente sono stati espletati meno di 10 tra concorsi e avvisi a livello nazionale, anche ipotizzando l’assunzione immediata di 20 tecnici a bando (numero irreale), si parla di 200 posti a fronte di 3000 tecnici, meno dell’1% del totale.

Il settore privato non è una soluzione attuale, per come è organizzato, perchè si è saturato da anni, se considera la fine dell’espansione delle radiologie degli ultimi anni (passaggio al digitale e installazione nuove risonanze) e il fatto che non c’è più il settore pubblico a “drenare” tecnici, liberando posti di lavoro.

Discorso simile lo si può fare per l’estero, da qualcuno proposto come la nuova frontiera, ma per come è organizzato, per un neolaureato l’unica possibilità è andare a fare nuovamente il corso nel paese d’interesse.

Stesso discorso per quanto riguarda la radiologia industriale o fatta in ambiti non ospedalieri (navi da crociera, piattaforme petrolifere), dove non esiste la richiesta della nostra presenza.

Non le chiedo di trovare una soluzione, perchè è impossibile, ma penso sia utile porre questo problema al fianco di quelli attualmente in discussione. Anche perchè si può combattere per qualsiasi ampliamento delle competenze di noi tecnici, ma se il tutto rimane su carta, perchè non ci sono posti di lavoro disponibili, la trovo una battaglia inutile.

La ringrazio per l’attenzione e per il suo lavoro a favore della nostra professione.

Cordiali saluti. Francesco Broggini
ps: autorizzo la divulgazione della mail, da parte del ricevente, secondo quanto previsto dalla normativa vigente sulla privacy. Francesco Broggini >>

Commenta questo articolo nella sezione “Lettere alla Comunità dei TTSSRM” nel sito http://consultatsrm.altervista.org

Distinti saluti

I TTSSRM: http://consultatsrm.altervista.org

Sellitti Francesco Paolo (Torino)Abruzzese Giacinto (Andria-BAT)Alemanno  Antonio (Foggia)

Amadasi Giuliano (Parma)

Arboco’ Emanuela (Genova)

Bagli’ Gaetano (Enna)

Baiocchi Giorgio (Roma)

Barillaro Osvaldo (Genova)

BattIno Immacolata (Vigevano-Pavia)

Battista Matteo (Catania)

Bianchi Oreste (Vigevano-Pavia)

Boccaccio Fabio (Genova)

Boccafoschi Rosario (Catania)

Boi Maurizio (Cagliari)

Bombarda Giovanni (Bologna)

Bottazzi Daniela (Vigevano-PV)

Brian Daniele (Roma)

Buttà Benedetto (Catania)

Caldarone Santo (Catania)

Camarda Michele (Bronte-CT)

Cannata Irene (Reggio Calabria)

Cantore Salvatore (Genova)

Caputo Antonio (Telese Terme-BN)

Caruso Olivio (Ragusa)

Castellano Alessio (Genova)

Castorina Maria Grazia (Sassari)

Cellana Anna (Lidero-Trento)

Cerino Pasquale (Benevento)

Certo Giovanni (Messina)

Cianchino Paolo (Ragusa)

Ciarella Maria Assunta (Canistro-L’Aquila)

Ciavola Maria Agata (Catania)

Clerici Gabriele (Mineo-Catania)

Contini Ernesto (Verona)

Corbari Michela (Cremona)

Cortese Alberto Carmelo (Catania)

Cortissone Gian Mario (Vercelli)

Cossu Maria Cristina (Cagliari)

De Angelis Tommaso (Caserta)

De Mariano Angioletta (Vercelli)

 

De Santis Pier Francesco (Fermo)Degani Anna (Brescia)Di Costanzo Luigi (Pollena Trocchia-Napoli)

Di Landro Giovanni (Siderno-Reggio Calabria)

Di Mattea Vincenzo (Catania)

Di Mauro Marco (Roma)

Falzone Alfredo (Palermo)

Fazzi Francesco (Lecce)

Ferrazzoli Patrizia (Vigevano-PV)

Franchino Filippo (Enna)

Giuntini Alfonso (Roma)

Gorgoglione Bambina (S. Giovanni Rotondo-FG)

Guerra Alessandra (Vigevano-Pavia)

Iatarola Alessandro (Roma)

Iavarone Raffaele (Brescia)

Ignatti Mariella (Bari)

Imbrò Ivelisa (Siracusa)

Izzo Gerarda (Milano)

Lai Virgilio (Cagliari)

Licenziato Paola (Novara)

Li Pizzi Gabriele (Reggio Emilia)

Loiodice Francesco (Bari)

Lucarelli Duilio (Gallarate-Varese)

Mallus Stefano (Cagliari)

Marcellini Simonetta (Roma)

Massignan Marco (Vigevano-Pavia)

Mazza Anna (Foggia)

Mazzeo Antonio (Napoli)

Meazza Andrea (Cesano Maderno-MB)

Meldini Claudio (Vercelli)

Merighi Maria Aurelia (Ferrara)

Minoia Andrea (Putignano-Bari)

Monterisi Davide (Milano)

Morleo Giovanni (Taranto)

Monti Leonardo (Bologna)

Moroni Marco (Roma)

Murru Sergio (Cagliari)

Orfano’ Anna Maria (Paternò-Catania)

Orondini Fabio (Lecce)

Pacifici Stefano (Roma)

 

Panci Simone (Firenze)Panfili Riccardo (Genova)Pastor Lopez Maria Juana (Milano)

Patrizio Antonio (Foggia)

Pelegata Pierluigi (Vigevano-Pavia)

Petrenga Salvatore (Gallarate-Varese)

Pignataro Giuseppe (Trani-BAT)

Radi Ferdinando (Roma)

Rinaldi Giuseppe (Milano)

Riva Carlo (Ponte San Pietro-Bergamo)

Rizzuto Pietro (Gallarate-Varese)

Rossi Davide (Genova)

Ruggiero Luigi (Vicenza)

Russo Alessandra (Augusta-SR)

Russo Carmela (S. Giovanni Rotondo-FG)

Russo Gregorio (Vigevano-Pavia)

Santucci Stefano (Roma)

Scala Francesco (Siracusa)

Scalia Orazio (Catania)

Sciacca Francesco (Siracusa)

Serafini Demetrio (Macerata)

Serena Luca (Genova)

Sinceri Rosalba (Arezzo)

Soliani Margherita (Pistoia)

Spada Calogero (Gallarate-Varese)

Speciale Michelangelo (Bagheria-Palermo)

Spilotro Donatantonio (Castellana Grotte-Bari)

Spinelli Francesco Antonio (Reggio Calabria)

Taini Gabriele (Ancona)

Tancredi Anna (S. Giovanni Rotondo-FG)

Tombesi Marco (Macerata)

Torrisi Vincenzo (Catania)

Trifolò Gaetano (Acireale-Catania)

Trigiani Mattia (S. Giovanni Rotondo-FG)

Vargiu Nicolino Giuseppe (Sassari)

Vernazzani Luigi (Livorno)

Vicari Manolo (Roma)

Wirz Enrico (Modena)

Zarrelli Carmina (Vigevano-Pavia)

Una risposta a “Informativo 9/2014: ESTINZIONE DELLA PROFESSIONE?”

  1. Credo che il commentare sia superfluo.
    Questa é la chiara situazione della nostra professione.
    Anni di denunce ed allarmi nion sono serviti a nulla, anzi siamo giunti anche alla vicenda di Lucca.
    Personalmente, come responsabile di un nutrito gruppo di colleghi, che operano nel campo della radiologia tradizionale ed interventistica, posso solo ricordare ciò che da anni denuncio.
    Il rispetto delle regole e nel nostro paese un eufemismo.
    Ci troviamo difronte all’usurpazione del nostro sapere professionale da parte di molti.
    In Italia solo il 60% delle cardiologie inteventistiche vede la presenza di colleghi.
    Il rispetto della famosissima 187/2000 in molte regioni anche quelle come la nostra Lombardia, dove per anni l’eccellenza é stato un tormentone, si vedeno situazione di abuso della professione da parte di altri operatori sanitari.
    Tutto questo é ben conosciuto dalla nostra Federazione e dai nostri Collegi, ma non si fa nulla.
    Potrei andare avanti all’infinito nel descrivere il pressapochismo ma sono stanco, mi dispiace per i miei ragazzi e per i giovani colleghi, ma l’Italia é veramente uno stranissimo paese.

I commenti sono chiusi.