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Estinzione della professione …

La Consulta TSRM

ESTINZIONE DELLA PROFESSIONE?

In coerenza con i propri fini istitutivi, la Consulta Nazionale per la Professione di TSRM ha attivato nel proprio sito http://consultatsrm.altervista.org, una sezione dedicata alla comunicazione tra e con i TTSSRM da titolo “Lettere alla Comunità dei TTSSRM”. In questa sezione sarà possibile pubblicare le comunicazioni che i colleghi intendono condividere con la nostra Comunità professionale e sarà anche possibile commentarle ed integrarle.

Stiamo anche predisponendo una sezione sullo stesso sito dedicata ai quesiti di carattere giuridico-professionale che spesso i colleghi ci pongono e che sarà curata principalmente da esperti aderenti al nostro Gruppo.

Apriamo questa nuova attività del gruppo della Consulta TSRM, proponendovi una lettera-documento molto interessante che ci ha inviato il collega Francesco BROGGINI.

<< Buongiorno dott. Sellitti, in quanto capofila della Consulta dei TSRM le scrivo per porre l’attenzione del gruppo di lavoro sul problema dell’estinzione, dal punto di vista lavorativo, di questa professione.

Problema che pare non interessi a nessun organo della federazione, in quanto a parte qualche timida intervista e lettera d’intendi, si è più concentrati a discutere di competenze, professionalità e rapporti con le altre figure sanitarie. Tutti argomenti legittimi, perchè riguardano la categoria in toto, ma che risultano inutili se l’accesso a questa professione, di fatto, non esiste più.

Per darle qualche numero a supporto, come sa ogni anno si laureano circa 1500 tecnici.

L’ultimo rapporto Almalaurea parla di un calo degli occupati a un anno, dal 97% del 2007 al 48% del 2011 e in ulteriore calo in questi ultimi due anni.

Alla luce di questi dati, appare ragionevole pensare che attualmente ci siano almeno 3000 tecnici inoccupati a cui se ne aggiungeranno altrettanti nei prossimi anni, tenendo conto dei futuri laureati attualmente nei corsi di laurea.

La sanità pubblica, da questo punto di vista, è in grado di assorbire solo una piccola parte di tecnici.

Per darle un’idea, negli ultimi 3 anni il numero delle domande di partecipazione ai concorsi è cresciuto del 400%, dalle 300 circa del 2012, alle 1200 di quest’anno.

 Attualmente sono stati espletati meno di 10 tra concorsi e avvisi a livello nazionale, anche ipotizzando l’assunzione immediata di 20 tecnici a bando (numero irreale), si parla di 200 posti a fronte di 3000 tecnici, meno dell’1% del totale.

Il settore privato non è una soluzione attuale, per come è organizzato, perchè si è saturato da anni, se considera la fine dell’espansione delle radiologie degli ultimi anni (passaggio al digitale e installazione nuove risonanze) e il fatto che non c’è più il settore pubblico a “drenare” tecnici, liberando posti di lavoro.

Discorso simile lo si può fare per l’estero, da qualcuno proposto come la nuova frontiera, ma per come è organizzato, per un neolaureato l’unica possibilità è andare a fare nuovamente il corso nel paese d’interesse.

Stesso discorso per quanto riguarda la radiologia industriale o fatta in ambiti non ospedalieri (navi da crociera, piattaforme petrolifere), dove non esiste la richiesta della nostra presenza.

Non le chiedo di trovare una soluzione, perchè è impossibile, ma penso sia utile porre questo problema al fianco di quelli attualmente in discussione. Anche perchè si può combattere per qualsiasi ampliamento delle competenze di noi tecnici, ma se il tutto rimane su carta, perchè non ci sono posti di lavoro disponibili, la trovo una battaglia inutile.

La ringrazio per l’attenzione e per il suo lavoro a favore della nostra professione.

Cordiali saluti.

Francesco Broggini
ps: autorizzo la divulgazione della mail, da parte del ricevente, secondo quanto previsto dalla normativa vigente sulla privacy. Francesco Broggini >>

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3 Risposte a “Estinzione della professione …”

  1. Per quello che è la mia esperienza di 4 anni da consigliere e di docente attuale penso che o si aprono i corsi più in base alle esigenze regionali ma in base a quelle nazionali o l’unica alternativa, visto i continui tagli alla santità che portano le singole realtà a tagliare sulle prestazioni nonostante le tecnologie che anno a disposizione, sia quella di spingere i corsi a una didattica con accordi a livello internazionale, perché più che creare tsrm specializzati a 360 gradi ma non riconosciuti in Europa non è possibile. Cordiali saluti Maurizio Mariani.

  2. Buongiorno,sono un tsrm che lavora nel settore privato.In riferimento alla saturazione delle radiologie in ambito privato,volevo far presente che il motivo principale,almeno per quello che riguarda la mia regione (veneto ) sta nella legislazione sbagliata,che permette a tsrm pensionati ( provenientiin massima parte da strutture pubbliche ) di occupare posti a scapito dei neo-laureati.
    Cordiali saluti.
    stefano faccincani

  3. salve, condivido pienamente il commento di Stefano Faccincani, cordiali saluti Maria Giugno

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