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ABOLIAMO IL TSRM – Appello alla Federazione e a tutti i presidenti degli Ordini TSRM-PSTRP

15 febbraio 2019: ABOLIAMO IL TSRM-Appello alla Federazione e a tutti i presidenti degli Ordini TSRM-PSTRP

Illustrissimi Presidenti,

qualche giorno fa ero in cardiologia per il master in ecocardiografia di base ed avanzata che sto frequentando. La mia tutor, infermiera, mi ha presentato alla nuova sonographer: infermiera sui trent’anni.
Sono infermiere che abbandonate le attività assistenziali svolgono una attività prettamente tecnica. Non seguono pedissequamente un protocollo producendo per il cardiologo delle immagini ma implementano le linee guida rispondendo ad un determinato quesito diagnostico e/o a quanto rilevato durante l’esame.

Collaborano con il medico, quindi; non eseguono come invece capita spesso al TSRM.
Le cardiologie di solito hanno anche l’emodinamica e non in tutte è presente il TSRM; in quei casi viene validamente sostituito dall’infermiere.

Quello che da tempo era un senso di fastidio è divenuta la certezza: il TSRM in Italia è un malato terminale e non vale la pena impiegare risorse nemmeno per le cure palliative: altre professioni lo seppelliranno definitivamente.

Colpa degli stessi TSRM ma responsabilità anche della Federazione che negli ultimi 4 anni si è occupata principalmente, impegnando a loro volta i collegi, della creazione di un ordine pluriprofessionale. Non posso escludere che molti fossero animati dal previsto gonfiarsi dei bilanci e le relative prebende per gli eletti.

Qualcuno si sarà chiesto perchè le poche ostetriche siano rimaste da sole?
Nel caso del nostro ordine il futuro comunque non vedrà il TSRM protagonista: altre professioni vorranno entrare nella stanza dei bottoni e, giustamente, in rapporto alla numerosità dei loro iscritti. Professioni evidentemente più coese e motivate, tanto da associarsi anche senza obbligo di Legge (come invece accadeva per i TSRM), prenderanno in mano la struttura degli ordini mettendo fuori il tecnico di radiologia.

Manca ed è mancata una associazione di TSRM che perseguisse la valorizzazione e la difesa della professione, manca la voglia di sentirsi professione.

La Legge 42/99 stabilisce che il campo proprio di attività e responsabilità di ogni professione è determinato anche dalla formazione post-base e quindi può essere ampliata; magari con un master.

Se l’infermiere seguisse un master in Risonanza Magnetica chi potrebbe negargli la possibilità di lavorare come tecnico di RM nelle radiologie? Le nozioni di anatomia e fisiologia non sono inferiori a quelle del TSRM e non credo ci sia un corso di laurea per TSRM ove sono previsti (come per il suddetto master) almeno 60 CFU dedicati alla RM.

Perché non dare accesso al master in RM oltre che agli infermieri anche ai tecnici di laboratorio, ai fisioterapisti, ai perfusionisti cardiaci, ai tecnici di neuro fisiopatologia….?

E’ l’eutanasia per una professione che si è marginalizzata, resa inutile rinchiudendosi nelle radiologie.

Mentre nelle radiologie lo specialista, in sindrome ossessiva compulsiva, fotocopia all’infinito la Legge 187/200,  cardiologo interventista e un sacco di altri specialisti acquistano apparecchiature affrancandosi dal medico radiologo e formando per farle funzionare non TSRM ma altri professionisti sanitari non medici.

A Padova da anni una quota significativa di studenti si trova iscritta al corso di laurea per TSRM come seconda o addirittura terza scelta, spesso perché non sono riusciti ad entrare a Medicina o a Fisioterapia. Entrati con questi prerequisiti li aspetta un futuro lavorativo con zero carriera e una autonomia professionale nemmeno paragonabile a quella di altri laureati di pari livello (ostetriche, infermieri, tecnici della prevenzione, fisioterapisti…..tecnici della prevenzione).

Serve la professione del TSRM?
Serviva finchè c’erano i collegi e la Federazione TSRM: si doveva adempiere alle Leggi ed avere una rappresentanza locale e nazionale per cui era indispensabile una base di iscritti TSRM “ope legis” per garantire risorse economiche ed eleggere i Consigli Direttivi.

Con il nuovo ordine pluriprofessionale che esistano i TSRM o meno cambia qualcosa?

A mio avviso no.

Le mie proposte sono le seguenti:

  • Chiudere i corsi di laurea per TSRM;
  • Aprire per tutte le professioni sanitarie non mediche i seguenti Master:
    • Diagnostica per Immagini;
    • Radioterapia;
    • Medicina Nucleare;
    • Sorveglianza fisica delle apparecchiature medicali.

Di sicuro si risparmia e ne guadagna il Sistema Sanitario Nazionale.

Pensateci su.

Mirko Vettore

CARO MIRKO GIA 6 ANNI FA SRIVEMMO QUEST’ARTICOLO

TSRM – MORTE DI UNA PROFESSIONE

ALTRO CHE 4 ANNI!!

__________________________________________

Nota: Se altri colleghi, strutturati e studenti, desiderano essere inseriti nella mailing list TSRM, possono inviare la richiesta al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]  con all’oggetto “RICHIESTA ISCRIZIONE MAILING LIST TSRM“.

6 Risposte a “ABOLIAMO IL TSRM – Appello alla Federazione e a tutti i presidenti degli Ordini TSRM-PSTRP”

  1. salve, sono anni che questo pensiero mi accompagna…eliminare il corso per tsrm aumentare il numero in scienze infermieristiche e approfondimento delle tecniche radiologiche al 3°anno o creazione di master…

  2. Ho i capelli bianchi e dal 1977 che lavoro in radiologia. Ho visto e seguito tutto il percorso evolutivo e formativo del TSRM . É da molti anni che asserisco e confermo quanto da te concluso. La professione di per sé é morta. O meglio il cambiamento giuridico/ professionale in Italia non è stato coerente con quel percorso formativo che la nostra professione esige. Pertanto si é creato un binario in cui professione e status giuridico/ normativo non si può più incontrare. É un vero peccato che una venduta dirigenza sia riuscita ad annullare una fantastica professione. E ribadisco il mio rammarico sapendo la grande professionalità e voglia dei nostri giovani colleghi che spesso sono costretti ad esprimere le loro competenze in altri paesi dove esiste un “altro mondo sanitario”.

  3. Io penso che la colpa è soprattutto del precariato che c’è, le persone non hanno la forza di combattere se hanno un contratto a partita iva o cococo, per il resto dubito che altre professioni vogliano fare le nostre cose e con i nostri turni, le radiazioni non le vuole prendere nessuno soprattutto se non hanno il rischio radiologico e l’indennità. L’ecografia ci appartiene da quando è nata la professione eppure nessun corso di laurea che la insegni a dovere, anzi no facciamo un master con la speranza di avere maggiori possibilità, lo paghiamo questo master che poi servirà solo come raccolta punti per qualche avviso pubblico, ma poi quando le infermiere fanno un corso di ecografia per inserire cvc, con continui aggiornamenti continuiamo a dire che loro ci rubano la professione, ma lo fanno solo per agevolare il loro lavoro, come per noi in tc, che dovremmo fare il corso di venipintura per il mdc…tante aziende iniziano a chiedere questa caratteristica per risparmiare sul personale e mettere gli infermieri dove effettivamente servano. Mettetevi l’anima in pace, alea jacta est, l’ordine multialbo è stato fatto e ben venga che al potere ci siano altre persone che non siano sempre le stesse da 30 anni a questa parte, può essere che ci sia effettivamente un cambiamento d’aria

  4. Caro Mirko,
    conosco il tuo impegno di sempre, sia per la Professione sul campo che per i disoccupati e la formazione. Per cui, leggo il tuo scritto con grande rispetto, senza scambiarlo solo per una provocazione.

    A mio avviso però, la crisi dei TSRM è soprattutto colpa dei TSRM. Solo dopo della Federazione.
    I “150 kamikaze” della Consulta non sono bastati, aveva ragione Minozio.
    Ma non è bastata nemmeno la pesudo-sentenza Marlia per svegliare la base. Base che nel 2014, con il 90% di astensione al voto, ha permesso ai soliti presidenti di confermare il Presidente Beux con una maggioranza bulgara!

    Non è bastato lo schiaffone in faccia delle Linee guida farsa ex-art.6 D.Lgs. 187/00. Mai applicate, ma mai contestate in nessun ospedale!

    Né il TSRM a posto-fisso si è mai mosso di fronte all’esubero formativo che ha inflazionato il mercato del lavoro, abbassando i salari di tutti!

    Non ho visto alzate di scudi mentre in Europa la Direttiva europea veniva tradotta a uso e costume delle lobby mediche. Quasi nessuno poi (tranne Carlo Spada e Gerarda Izzo) si è poi scandalizzato per il colpo di mano voluto da Ministero e Federazione ad anticipare di due mesi il voto dell’attuale Comitato centrale e senza nessuna campagna elettorale sui programmi.

    E così il Decreto Risonanza ci è piovuto addosso senza che la stessa Federazione ne sapesse niente. Idem per i master professionalizzanti.
    Nel Gruppo Facebook TSRM Giovani, sembra di essere all’Ufficio di collocamento.

    E le dimissioni nelle mani di Beux di tutti i presidenti, avvenute a ottobre scorso, sono state già dimenticate da tutti. Comitato centrale in primis.

    Come dicevi, caro Mirko, siamo “animati dal previsto gonfiarsi dei bilanci e le relative prebende per gli eletti”…in attesa di sparire.
    E neanche con orgoglio, ma aprendo le porte ai mille problemi non risolti dal Ministero e MIUR circa tutte le professioni e azzerando di colpo 50 di Storia della Professione .

    Grazie Mirko, ci hai svegliato dall’indifferenza proprio alla vigilia del prossimo bilancio milionario incassato dalla Federazione.

  5. Concordo più su quanto commentato da Antonio Alemanno che su quanto lamentato dal collega Mirko Vettore, di cui tuttavia certamente stimo e condivido sia la riflessione, sia (più parzialmente) l’atteggiamento di notifica.

    In riferimento alla citata norma (legge 26 febbraio 1999, n. 42 Disposizioni in materia di professioni sanitarie), mi piace far notare che un nodale principio sancito all’ultima frase dell’articolo 1:

    «nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali»

    , dovrebbe avere, ovvero HA, valore biunivoco.

    Mi spiego meglio con un esempio:

    Proprio in virtù di tale mandato normativo, assai glissato, ma pur effettivo, mi sono da sempre opposto (da anni infatti “evangelizzo” in tal senso, dalle tesi di master in coordinamento a quelle di laurea specialistica) ai corsi di c.d. “venipuntura per TSRM” , sostanzialmente perché identifico come migliore una politica contraria sia alle varie multiformi e sotterranee “mutazioni di ruolo”, sia, soprattutto, al “TSRM Solitario”, che si fa carico (vista la cronica assenza dei medici radiologi alle “scrivanie operative” cioè alle consolle di lavoro), come un “Messia” estemporaneamente disconosciuto, di ogni responsabilità circa un paziente; in tal senso le assai odiate misure del d. lgs. 187/2000, (udite, udite!) non paiono del tutto sconclusionate.

    Ebbene, tale biunivocità di tale mandato normativo è esercitabile sia per non violare la professione altrui, sia per non far violare ai medesimi altrui la propria: in questo sta forse il mandato più precipuo delle organizzazioni rappresentative, senza peraltro qualsivoglia distinguo tra professionali e sindacali, perché l’interesse vero – quello della famosa, ma fumosa (perdonatemi il gioco di parole), “centralità” del paziente – dovrebbe essere preminente, affinché le garanzie promesse dall’articolo 32 Cost. non diventino una mera illusione.

    Sempre che dette istituzionalità vengano in qualche modo convocate …

    Detto ciò, certamente ha ragione Alemanno addebitando parecchie responsabilità ai singoli TSRM.

    Perché?

    Perché ritengo in gran parte ingiustificati gli atteggiamenti dei TSRM che non vogliono nemmeno prendere in considerazione di trovare un modo (nemmeno “indoor”) per cambiare le cose (io la chiamo consapevolezza professionale); mi spiego con un altro esempio: nella mia unità operativa un protocollo aziendale dispone che le prestazioni TC “semplici”, senza mdc, vengano eseguite (soprattutto in fascia notturna) in autonomia dal TSRM (pure – 187/00 a parte – Il comma 566 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge di stabilità 2015” – risulta formalmente, ampiamente negato dalla “enclave” medica), come pure gli esami in corsia; qualcuno però si è accorto che entrambe queste non siano ricomprese nell’elenco esaustivo delle pratiche radiologiche ammesse alla standardizzazione (sfogliare per credere) incluse nelle famose linee guida del 2015, essendo le stesse più legate ai casi giudiziari di Marlia e Barga, che allo stesso d. lgs. 187/00; e quindi ne chiede normale giustificazione, anzi di più, ha asserito che le linee guida aziendali in assenza di armonizzazione con predette linee guida “non valgono nemmeno la carta su cui sono state scritte”.

    Alle obiezioni anche energiche (eufemisticamente definendole) di alcuni dirigenti medici (primario in primis), che richiamano la platea di coordinatori e dirigenti sindacali che hanno contribuito a compilare dette linee guida, è stata fornita sonora replica:

    «non serve essere laureati o rivestire cariche per chiedere ciò che anche il comune cittadino ha il diritto/dovere di chiedere: l’applicazione normativa»

    Ebbene, oltre a ciò anche un medico radiologo, che a meno di un anno di servizio si era già lanciato in “andazzi deontologicamente assai discutibili” (allontanamento continuativo in servizio), è stato richiamato all’ordine dal medesimo unico TSRM. …

    Nello stesso ospedale – caso unico in Italia – vi è stata l’unica denuncia sulla questione camice: il successo al momento è stigmatizzato dalla risposta dell’ordine professionale provinciale:

    «Le iniziative di Codesta Azienda si evidenziano come assolutamente contrastanti con le finalità ricordate e con le prescrizioni professionali previste per i soggetti iscritti nei rispettivi albi TSRM di questa Federazione. Anche ai sensi della recente normativa contenuta nella legge 3/2018 la Federazione TSRM PSTRP, quale ente pubblico sussidiario dello Stato, nell’esercizio della sua funzione di vigilanza sulla conservazione del decoro e dell’indipendenza delle rispettive professioni, ha il dovere e il diritto di richiamare Codesta azienda a comportamenti conformi alle direttive Federative.
    La Federazione rimane in attesa di un riscontro.»

    Il problema è: tutti gli altri dove sono? Simili disposizioni e simili andazzi sono effettivi e funzionanti in tutta Italia!

    Questi attendono forse che per la risoluzione di problemi di mini e maxi abuso intervenga sempre qualcun altro?

    Ometto ogni commento invece sui TSRM che invece addirittura si oppongono, caldeggiando gli illegittimi andazzi della neo-dominanza medica! – altro che «farsi carico dei bisogni e sofferenze delle persone»!!!

    Concludendo: non importa quale sia la disapplicazione, se organizzativa, normativa, deontologico/etica; il cancro vero è quello di un’altra (ancora) disapplicazione normativa: quella dell’art. 1, comma 51 della legge 6 novembre 2012, n. 190 – “whistleblowing” – una norma di grande civiltà, che identifica coloro cui non ne vogliono approfittare, quali evidenti correi di ogni situazione di cui poi quasi “amiamo” lagnarci.

    Calogero Spada

  6. Buongiorno in merito alla lettera del collega “ Aboliamo il TSRM“ , che trovo interessante, ho avuto modo di leggere una lettera di approfondimento del collega Carlo Spada , riguardante l’ argomento trattato dal collega.
    La trovo interessante e ricca di spunti di riflessione.
    Mi piacerebbe , se possibile vederla pubblicata.
    Grazie mille
    Buona giornata
    Lucarelli Duilio

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